Il primo tratto del cammino si svolge all’interno del paese di Chiaserna, su strada asfaltata, affiancata dalle caratteristiche abitazioni che fanno da cornice. Superata la zona chiamata Malecchie la strada diventa una sterrata (Via Piana) che raggiuge la SP50, dopo circa un Km si svolta a sinistra sul sentiero CAI 253 che in breve supera il rifugio Ca Strada e, raggiunta una ex cava si prende il sentiero CAI 252A che sale in diagonale lungo il versante, costeggiando anche alcune caratteristiche roccette. Si incrocia la strada lasciata per 2 volte e in quest’ultima abbandoniamo il sentiero Cai, percorriamo un tratto di strada perché molto panoramica, teniamo sempre la destra finché incontriamo di nuovo il sentiero CAI 252A, lo riprendiamo per raggiungere la sterrata con di fronte il Rifugio Boccatore.

Oltrepassato quest’ultimo si sale sul sentiero CAI 289 lungo la bella faggeta che conduce alle praterie di Pian d’Ortica. Qui si può godere di un meraviglioso panorama verso il versante nord-est, la parte marchigiana del M.Catria e, più lontano, verso i monti del Furlo e nelle belle giornate il Mar Adriatico. Si attraversa la strada, tenendoci vicino ad essa si entra nel bosco con lo stesso sentiero e prima di raggiungere Costa Calecchie si prende un sentierino che inizia a scendere, inizialmente in maniera impegnativa, in un bosco ceduo per raggiungere le sorgenti del Cesano, una zona aspra ma di rara e incontaminata bellezza. Si continua passando sotto la Balza dell’Aquila, ci si trova sotto i prati sommitali del Monte Catria, un luogo particolarmente incantevole per la vista che si può avere sulle pareti rocciose a strapiombo. Raggiunta la strada “le Scalette” si prende a sinistra per raggiungere la grotta di San Pier Damiani, luogo di grande spiritualità camaldolese dove il silenzio regna padrone, qui il santo era solito rifugiarsi per ritirarsi in preghiera e recuperare l’elevazione della mente a Dio.
Si ritorna indietro, ma alla prima curva si prende a sinistra il sentiero che scende al monastero di Fonte Avellana regalandoci bellissime panoramiche sullo stesso.
Fonte Avellana, nelle Marche (che aderì alla riforma camaldolese per volere di San Pier Damiani), era un monastero benedettino preesistente nel quale studiò San Pier Damiani. Fonte Avellana, come Camaldoli, è ancora molto attiva e ospita studi inerenti all’ordine camaldolese e seminari su tematiche molto simili a quelle che si svolgono a Camaldoli. Infatti, una delle specialità dell’Ordine è quello di avere curato una grande capacità di lettura biblica e la lectio Divina è praticata con grande profondità e competenza. Non sono esclusi però i temi sociali e politici di servizio alla comunità più ampia. Vi ha sede il Centro Studi Avellaniti e la fondazione Thomas Merton.




Tra ‘ due liti d’Italia surgon sassi,
e non molto distanti a la tua patria,
tanto che ‘ troni assai suonan più bassi,
e fanno un gibbo che si chiama Catria,
di sotto al quale è consecrato un ermo,
che suole esser disposto a sola latria.»
(Dante Alighieri, Divina Commedia, Canto ventunesimo del Paradiso, versi 106-111 menziona questi luoghi)
Partenza | Chiaserna |
Arrivo | Fonte Avellana |
Distanza | 13,8 km |
Altezza minima | 1373 m |
Altezza massima | 1064 m |
Salita Accumulata | 176 mm |
Discesa accumulata | 865 m |
Segnaletica |
Tempo
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Approvvigionamenti
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Difficoltà: | Media |